Bio Conservation Grade
Conservazione del territorio ecologico

 

Intro

Tutto il ciclo di produzione dai terreni, all'alimentazione delle bovine sino ad arrivare al latte in caldaia della Hombre è realizzato nel rispetto del Bio Conservation Grade (Conservazione del Territorio Ecologico). Il Conservation Grade è un progetto creato nel 2000, mirato a tutelare la flora e la fauna nell'area della fattoria. Una delle cause principali del declino delle specie negli ultimi 50 anni è rappresentata dalla perdita dei loro habitat. Dal secondo dopoguerra, gli agricoltori hanno sfruttato ogni singolo metro delle loro terre per le diverse coltivazioni e, spesso, siepi ed alberi sono stati tagliati. Tale fatto è stato ulteriormente enfatizzato negli ultimi anni ed il governo ha recentemente dichiarato la necessità di predisporre azioni riparatrici, prima che le specie in pericolo di animali, uccelli e piante si estinguano definitivamente. L'agricoltura biologica della Hombre si basa su un sistema di coltivazione in grado di invertire drasticamente il declino della flora e della fauna nella campagna limitrofa. In effetti, a seguito di esperimenti indipendenti finanziati dal governo, è stato rilevato, grazie all'adozione del programma un aumento nella flora e fauna locale fino a cinque volte superiore. La Hombre si è impegnata a destinare oltre il 15% del terreno non alla coltivazione di foraggi per i bovini ma alla creazione di un certo numero di habitat specifici per la flora e la fauna, atti ad interagire allo scopo di aumentare la biodiversità complessiva della fattoria Hombre.

 

A luglio del 2008 sono 54 ettari su 337 totali non coltivati e destinati a formare la rete ecologica di conservazione della Hombre. Per il 2009 è previsto la piantumazione di circa 3 ettari tra siepi e boschetti.

 

 

Il progetto

Gli animali e le piante tendono generalmente ad insediarsi e a formare popolazioni stabili negli habitat a loro più adatti per poi diffondersi nel territorio circostante alla ricerca di nuove aree dove stabilirsi al fine di procurarsi il cibo, trovare luoghi adatti alla riproduzione o sfuggire a situazioni divenute ostili.

 

Come le società umane che abitano città e paesi e si spostano attraverso corridoi preferenziali quali strade e ferrovie, così piante ed animali occupano i loro habitat muovendosi e propagandosi lungo elementi di connessione costituiti, nelle pianure europee, da siepi, filari, fasce boschive e corsi d'acqua. In questi loro movimenti sono tuttavia ostacolati dalla mancanza di continuità di queste connessioni per la presenza di aree ad agricoltura intensiva, infrastrutture di vario genere e centri abitati.

 

Le diverse popolazioni vegetali e animali devono essere considerate come componenti di un ecosistema più ampio per la sopravvivenza del quale è necessaria un'adeguata dotazione di naturalità diffusa.

 

Purtroppo, nelle zone più popolose, le aree naturali si sono ridotte drasticamente in termini di quantità e varietà e tendono ad essere sempre più isolate le uno dalle altre. Il risultato di tutto ciò è la presenza di piccoli frammenti di habitat naturali e seminaturali immersi in un "mare" di ambienti artificiali, barriere insormontabili per animali e piante.

 

E' per questo motivo, che come Hombre abbiamo deciso di iniziare nel 2000 ad un ripristino degli spazi naturali e ad una protezione degli elementi dell'agro sistema e del paesaggio agrario esistente. Essenziale è stata la tutela dell'ecosistema esistente integrata con il rimboschimento dei perimetri aziendali con l'obiettivo di formare una rete di elementi naturali che possa convivere con gli ambienti utilizzati dall'uomo ma allo stesso tempo necessari per creare passaggi, collegamenti e habitat per piante e animali.

 

 

Gli elementi della rete ecologica Hombre.

Le rete ecologica all'interno del territorio Hombre è costituito da due strutture complesse formate da diversi elementi così articolabili:

 

  • siepi arborate: sono composte in maniera variabile da diverse specie autoctone arbustive e arboree. Quelle presenti con maggior frequenza sono: sanguinello, ligustro, biancospino, spino cervino, prignolo, fusaggine, pippo nero e salice.
  • Boschetti: sono formati da diverse specie autoctone tra le quali: bagolari, tigli, ontani, acero, salice, carpino, sorbo, mirabolano, nocciolo e sambuco.
  • Filari di piante arboree già esistenti sul territorio rurale.

 

 

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